Produzioni tipiche Piatti tipici e Folklore

Il Folklore

All'ingresso del Paese si presenta l'ottocentesca fontana di Canalaci. Si pensava che il miglior benvenuto che si potesse offrire al viandante fosse un meritato rinfresco. Al lato è scolpito uno stemma dell'Università di Caccuri del XVI secolo in pietra serena. Molte sono le edicole votive sparse nel territorio: S. Famiglia, S. Filomena, S. Andrea (nei pressi della pineta e del centro ricreativo detti appunto di S. Andrea), S. Biagio e S. Chirico.

Particolarmente gustose sono alcune specialità: il calzone con la sardella, i mastacciuoli, le pitte 'mpigliate, le cuzzupe e i muccellati, il pane, la pitta.

Diverse sono le specie più raccolte, per quanto riguarda i funghi (con i nomi in dialetto caccurese): i porcini, i vavusi, i rositi, i cocolini, i mucchiaruli, gli ovoli, i mussi e vovi, i chiodini, le pinnelle.

A pochi chilometri dal paese si trovano le Terme di Repole (in località Bruciarello), note per i prodotti commerciati dalla catena di profumerie Frais Monde.

Tra i riti tradizionali della Settimana Santa spicca il dramma de I Giudei, riproposto ogni sette anni, cui l'ultima edizione è stata nel 2011.

A Caccuri venne girato Il brigante Musolino di Mario Camerini, con Silvana Mangano.



PRODUZIONI TIPICHE

L'olio extra vergine di oliva monocultivar di pennulara



I Piatti Tipici

I cipullizzi” - cipollacci selvatici -, abbondano nelle nostre terre nei prati e nei terreni seminativi, ancora oggi vengono fritti con olio e peroncino.

Coniglio all'intavolatise

Frittelle ai fiori di zucca

Gallu a la calavrisi (Cappone alla calabrese)

Insalata di riso dell'assunta

Nzudda

Risotto calabrese

Salmorigano

Tiedda 'e carciofini servaggi

U sanceri, una specie di salsicciotto a base di sangue di maiale, di pecora o di capra rappreso,  insaccato all’interno di un budello per soppressate.

Le stigliule, un piatto a base di interiora di agnello o di capretto arrostite o in umido.

Spezzatino di coratella,  altro piatto molto comune nell’antica cucina calabrese. La coratella era l’insieme di fegato, polmone, cuore, reni, milza, animelle di un animale (generalmente ovino o caprino), preparato con un soffritto con trito di rosmarino e aglio cui si aggiungeva la conserva di pomodoro e un cucchiaino di peperoncino piccante.

La tiella (teglia) di capretto o di agnello alla caccurese con patate, cipolla, due spicchi d’aglio, alloro, prezzemolo e rosmarino tritati non senza mezzo cucchiaino di peperoncino.

Piparogni salati e patate (Peperoni salati e patate)

Sazizza arrustuta cu’ ‘la fresa, la salsiccia sulla brace la si schiaccia leggermente tra le due metà del pane  ad intervalli di uno o due minuti in modo che il grasso fuso impregni il pane formando ‘a fresa. 

Guanciale e cipolletta nel periodo compreso tra aprile e maggio  il guanciale e la pancetta raggiungono il giusto grado di stagionatura per cui li si può magiare crudi, accompagnato con la cipolletta fresca  e il pane casereccio, il tutto annaffiato da un buon vino rosso.

 'A mpanata una squisita zuppa di siero, pane casereccio e ricotta che si consuma calda presso l'ovile del pastore.

E crucette sono dei dolcetti preparati con fichi secchi sistemati a forma di piccola croce (crocetta) ripiene con noci sminuzzate, zucchero e un po' di cannella e infornate. Appena tolte dal forno vanno schiacciate leggermente e cosparse di zucchero. 

La cuzzupa è un tipico dolce pasquale preparato con  latte, farina, olio,  lievito e zucchero e può avere forme diverse. Spesso si usa decorarle con uova sode che simboleggiano le uova pasquali.

Le erbe aromatiche, abbondantissime in queste campagne e molto usate a tavola: l'origano, il finocchietto in uso per le salsicce, nelle olive, nei peperoni salati, poi abbiamo ancora la menta, il basilico, il rosmarino, l'alloro, il sambuco, la malva, i capperi.